I criteri diagnostici dell’insonnia

I criteri diagnostici dell’insonnia

I sintomi dell’insonnia sono molto comuni, tant’è che la maggioranza di noi ne è stata colpita. La ricerca dimostra che da 1/3 fino al 50% di noi di fatto soffre di un problema legato al sonno, anche se solo nel 10%- 15% di noi risente di sintomi funzionali durante il giorno. Così, mentre è molto comune dormire talvolta male, è meno comune soffrire d’insonnia. I problemi di sonno quando vengono diagnosticati rimandano ad ampie categorie generali, come le dissonnie. Le dissonnie hanno a che fare con il dormire troppo, il dormire troppo poco, o l’essere incapaci di dormire abbastanza. Le parasonnie, invece, riguardano gli incubi, gli spaventi notturni, ecc.

I maggiori criteri diagnostici, l’ICD e il DSM, hanno entrambi buoni criteri di diagnosi per i problemi di sonno più comuni. Ma i ricercatori hanno bisogno di classificazioni ulteriormente dettagliate. Per questo c’è l’International Classification of Sleep Disorders pubblicata dall’American Academy of Sleep Medicine e nella  quale è possibile trovare più di 80 diagnosi sul sonno. Per esempio, nell’ICD vengono differenziate nove tipi di insonnia. La nuova versione del DSM, il DSM-5, riflette la visione attuale secondo la quale l’insonnia può essere presente con o senza altri disordini. Non è più diagnosticata come primaria o secondaria, ma si prende in considerazione solo se l’insonnia è presente, senza considerarne la causa.

I problemi del sonno

Chi ha problemi di sonno, naturalmente si lamenterà, poiché sente di avere un sonno indebolito. Testimonierà difficoltà nell’addormentarsi, nel rimanere addormentati a causa di risvegli frequenti, o nel non essere in grado di dormire abbastanza a lungo. Durante il giorno inoltre si sentirà assonnato, oppure farà fatica a concentrarsi, avrà sbalzi d’umore oppure parecchie preoccupazioni sul sonno stesso.

I problemi di sonno devono essere monitorati. Ci sono molte opzioni disponibili su come farlo. Un buon esempio è l’Insomnia Severity Index (Scala di Gravità dell’Insonnia), pubblicato nel 2001 da Bastien e colleghi. Esso consta di sette domande, tre sul sonno vero e proprio, le altre sulle sue conseguenze e su come si percepisce il proprio sonno. Quando si vuole monitorare il sonno di qualcuno, è utile domandare loro informazioni sulle abitudini legate al sonno. Si concedono effettivamente abbastanza tempo per dormire? O piuttosto che insonnia si tratta di un disturbo comportamentale? Per comprendere cosa causa o cosa mantiene il problema d’insonnia, bisogna chieder loro come gestiscono i problemi di sonno e informazioni su altre malattie e sulla loro vita in generale.

 Comorbidità  e insonnia

La comorbidità con altre diagnosi, sia mediche che psichiatriche, è eccezionalmente alta in una diagnosi come l’insonnia. Un buon esempio sono i problemi legati al dolore: il dolore interrompe il sonno. Ma l’influenza è reciproca: anche un sonno disturbato peggiora il dolore. L’abuso di alcol e di sostanze è un’altra comorbidità molto comune nei problemi di sonno. È difficile dormire bene se si fa uso eccessivo di una qualsiasi di queste sostanze. La diagnosi psichiatrica fa più spesso riferimento a disturbi umorali e disturbi d’ansia che si uniscono al problema del sonno. Se un paziente depresso entra in contatto con l’insonnia e la depressione è la diagnosi primaria, se viene trattata la despressione, si spera che il problema del sonno si risolva. A volte questo però non accade. L’opinione di oggi è che l’insonnia dovrebbe spesso essere trattata in sé. Bisogna trattare entrambi i problemi per facilitare la guarigione del paziente.

Dati provenienti da un articolo di O’Hanlon del 2002, l’US National Health Interview Survey, e l’US National Comorbidity Survey ci dicono che pochissime persone soffrono d’insonnia in sé e per sé, solo un 16% dei pazienti che lamentano problemi di sonno. Ci sarà un altro 26% che di base persino non soddisfa i criteri per l’insonnia, ma hanno difficoltà a dormire. Ma nel restante 60%  la diagnosi sarà diversa anche se strettamente correlata ad un disturbo del sonno.