Il sonno e le sue funzioni

Il sonno e le sue funzioni

COS’E’ IL SONNO

Il sonno è un fenomeno che interessa tutti gli animali, insetti compresi. Si tratta di uno stato nel quale si è di fatto “diversi” da quando si è svegli, dal momento che si reagisce agli stimoli in modo differente.  Il sonno può essere classificato tenendo in considerazione diversi fattori: come si reagisce agli stimoli, o misurando cosa avviene nel cervello, per esempio tramite un elettroencefalogramma. Il sonno è principalmente regolato dal sistema nervoso, il quale a sua volta ne riceve beneficio. 

Tutte le funzioni del sonno cominciano all’interno del cervello, ma esso coinvolge l’intero corpo: siamo infatti rilassati e distesi, o comunque fermi, e, mediante cambi ormonali, si modifica anche il nostro ambiente interno. Il sonno permette anche a differenti parti del cervello di dormire quanto vogliono. È infatti regolato anche a livello locale: quelle aree del cervello che sono state maggiormente utilizzate durante il giorno, godranno anche di un maggior sonno profondo. La parte del sonno che è chiamata sonno profondo, caratterizzata da onde di alta ampiezza e bassa frequenza, è una risposta diretta a ciò che si è fatto durante lo stato di veglia. Le parti del cervello che saranno state usate in maniera più attiva, avranno bisogno di un sonno profondo maggiore. Il sonno profondo non è collegato solo al recupero di ciò che è avvenuto durante il giorno, ma anche ai cambiamenti di quelle aree. Avvengono cambiamenti plastici all’interno del sistema nervoso che, in qualche modo, interessano anche le sinapsi. 

Il sonno è regolato da due processi principalila pressione omeostatica e il sistema circadiano. La pressione omeostatica è legata al fatto che più tempo si rimane svegli, più si avrà bisogno di dormire. Ciò vale per tutte le parti delle cellule del cervello. Quindi, se il cervello è sveglio da un tempo relativamente lungo, diverse parti cominciano ad addormentarsi, nonostante il resto rimanga sveglio. La pressione omeostatica sarà molto molto forte. Se hai dormito poco, significa che il tuo cervello non è pienamente riposato e tu rimarrai in stato sonnolento per tutto il giorno successivo. Pressione omeostatica e sistema circadiano sono effetti additivi: la prima, che ci dice di dormire o riprenderci da un lungo stato di veglia, si verificherà durante le prime ore della notte; in seguito il sistema circadiano ci aiuterà a dormire più a lungo. Questi sistemi lavorano insieme per permettere un sonno buono e duraturo durante la notte, ma non quando si prova a dormire durante il giorno. Chi per esempio lavora in turni di notte, quando tornerà a casa subirà una grande pressione dal sistema omeostatico nel voler dormire molto, ma, dopo appena 3,4, 5 ore, il sistema circadiano gli comunicherà che non vorrà dormire oltre, e quindi lo farà svegliare.

LE DIVERSE FUNZIONI DEL SONNO

Il sonno e il sistema nervoso

I ricercatori non sanno ancora dire con esattezza perché dormiamo. Molte teorie di oggi fanno principalmente riferimento al sistema nervoso: sappiamo che il sonno serve alla sua ripresa e alla sua crescitaQuindi cosa accade durante il sonno al sistema nervoso? In primo luogo esso si riempie nuovamente di energia. Se non si ha dormito abbastanza, si soffrirà di un esaurimento di energia in diverse parti del cervello e si farà per esempio fatica a concentrarsi. Quindi il sonno è ottimo per riempire le parti locali del cervello di energia, che viene poi messa a disposizione in tutto il cervello. Le cellule cerebrali durante il sonno si rimpiccioliscono leggermente e il flusso tra di loro risulterà migliore e più efficiente. In questo modo il cervello si pulisce dai prodotti di scarto (tossine) che si accumulano durante il giorno. 

Il sonno e il sistema immunitario

Un’altra parte del cervello che necessita di riposo è il sistema recettoriale. Quando utilizziamo il cervello con diversi tipi di sostanze di segnale (neurotrasmettitori), noi influenziamo anche il sistema recettoriale. Ma il sistema recettoriale deve riprendersi e riottenere la sua sensibilità in modo regolare, in modo che essa non si alteri. Dormire è quindi essenziale per molti aspetti delle funzioni cerebrali, e del nostro corpo in generale: esso sostiene per esempio il sistema immunitario, quindi il sonno e’ fondamentale per molte delle nostri funzioni immunitarie. Per esempio, quando ci si ammala, il sistema immunitario inizia una risposta infiammatoria attraverso una cascata di citochine, ormoni all’interno del sistema immunitario che influiscono parecchio sul sonno. Quando ti ammali, diventi anche più stanco e vuoi dormire di più: un sonno maggiore è una normale risposta alla malattia. Quindi il sonno cosa fa per il sistema immunitario? Non lo sappiamo con esattezza, ma sappiamo che esso crea probabilmente un ambiente in cui il sistema immunitario può lavorare in modo più efficace. Le diverse cellule possono spostarsi per il corpo fino ad arrivare alla pelle, in superficie, a causa di un aumento del flusso sanguigno durante il sonno. 

Il sonno e il sistema metabolico

Durante il sonno, inoltre, il cervello e il corpo si raffreddano. La temperatura si abbassa da circa mezzo grado a un grado, il che significa che si utilizza meno energia. Del sonno beneficia anche il sistema metabolico: durante la notte aumenta infatti la sensibilità all’insulina. Se non si dorme bene, ne risentirà l’intero sistema metabolico quindi anche, come si reagisce per esempio al glucosio e all’insulina.

Il sonno e il sistema sinaptico

Una recente teoria ci informa sul valore che il sonno ha per il sistema sinaptico: il sonno è il prezzo per avere un cervello plastico, in grado di cambiare. Il cervello si adatta costantemente e cambia a seconda di ciò che si fa. Quando si è svegli si creano molte nuove sinapsi, che invece si riducono durante il sonno. Il giorno seguente, avere molta plasticità permette di creare nuove sinapsi, non usare troppa energia e avere la capacità di apprendere e adattarsi ogni giorno. Durante il sonno quelle sinapsi che non vengono usate regolarmente, saranno sempre più deboli e dopo un po’ scompariranno. Il sonno è quindi di base una pulizia del cervello dalle sinapsi che non vengono usate regolarmenteUn’altra teoria, basata su recenti scoperte, ha dimostrato che quando si è svegli, alcune parti del cervello stanno in realtà dormendo. Avere un cervello che dorme per metà può essere altamente rischioso.

Il sonno influenza l’apprendimento e la memoria

Il sonno è fondamentale per l’apprendimento e la memoria. Durante il sonno ci si disconnette dal resto del mondo e si comincia a lavorare coi ricordi legati a ciò che è accaduto durante il giorno. Ciò che di fatto si apprende durante il giorno viene elaborato nell’ippocampo, ma per essere immagazzinato nella memoria a lungo termine, deve essere consolidato e spostato a parti differenti della corteccia. E ciò avviene principalmente durante il sonno. Quindi di fatto nel sonno si ripete ciò che è accaduto durante il giorno, apprendendolo meglio e memorizzandolo. 

Il sonno e il processo emozionale

L’apprendimento e la memoria sono anche legati ad un processo emozionale. Ciò che si è rivelato essere emotivo, verrà elaborato durante il sonno REM. Si lavorerà dunque con tutto il contenuto emozionale avvenuto durante il giorno e si reagirà ad esso in maniera diversa il giorno successivo. 

Gli stadi del sonno, nel nuovo sistema di definizione: il 1° Stadio indica la transizione tra stato di veglia e stato di sonno. Il 2° Stadio è il sonno normale, che non corrisponde al sonno REM. Abbiamo poi il sonno profondo, che avviene quando la sera ci si addormenta e si tratta del momento in cui il cervello recupera più velocemente. Il sonno REM differisce dal sonno non- REM, in quanto diverse parti del cervello sono di fatto molto attive. Il metabolismo risulta più alto durante il sonno REM che durante quello non- REM. Ci si sveglia un po’ più facilmente dal sonno REM, proprio perché nel cervello il metabolismo è più alto.  Il sonno REM sostiene l’elaborazione delle emozioni e di tutto ciò che si è fatto durante il giorno, movimenti compresi e stimola la memoria. Per questo non ci si muove durante il sonno REM: è il momento in cui si ripassa ed aggiorna ciò che si è fatto nella giornata. Uno dei principali aspetti del ritmo circadiano è quello di anticipare questi cambiamenti, piuttosto che farci reagire ad essi. 

Il sonno e il sistema circadiano

Il sistema circadiano è localizzato all’interno dell’ipotalamo, che funziona come un centro di regolamentazione del cervello. Esso infatti regola ormoni, stress, temperatura corporea, fame e molti altri fondamentali aspetti omeostatici della nostra vita. Nell’ipotalamo risiede anche un piccolo nucleo, chiamato nucleo soprachiasmatico, che funziona come un orologio, in quanto dice a tutti gli altri ritmi del nostro corpo quando accendersi e quando spegnersi. Uno dei principali sistemi circadiani è il cortisolo, del quale abbiamo livelli alti al mattino e sempre più bassi la sera, e più alti di nuovo la mattina successiva.

I ritmi circadiani sono fondamentali per il sonno e il nostro comportamento giornaliero: ci permette di svegliarci pian piano, circa mezz’ora, un’ora prima che il sole sorga la mattina, invece di aspettare che la luce salga completamente. Il ritmo circadiano ha inoltre la funzione di indurci ad addormentarci la sera: quando il sole scende e diventa buio cominciamo a produrre melatonina. Esso inoltre sincronizza i diversi processi del nostro corpo. Abbiamo così tanti ritmi, che devono essere sincronizzati l’uno con l’altro per esser efficaci. Pensandoci, esistono molte condizioni nelle quali i nostri ritmi sono desincronizzati. Se ci si sposta di diversi fusi orari, si impiegheranno diversi giorni prima che i ritmi corporei siano di nuovo sincronizzati. Durante questo periodo si soffrirà di jet lag. Una situazione analoga accade parzialmente ai lavoratori a turno: risulta infatti difficile dormire durante il giorno, poiché di fatto va contro a ciò che il sistema circadiano ci dice di fare. Il sistema circadiano è anche molto importante per misurare la lunghezza e la durata del giorno, anche se questo aspetto si nota maggiormente negli animali che negli esseri umani. Anche la melatonina è un ormone altamente regolato e viene di base rilasciato solo quando è buio. Se si fa un riposino durante il giorno, non si rilascia melatonina, proprio perché di norma comincia ad essere rilasciata la sera. Ha molte funzioni, come ad esempio quella di modificare la temperatura corporea: quando si comincia a rilasciare melatonina, la temperatura corporea subito scende. 

ritmi circadiani cambiano nel corso della vita: i giovani sono mattinieri, ma quando entrano nella fase adolescenziale, diventano sempre più “nottambuli”. E intorno ai 22, 23 anni saranno le persone più “nottambule”, per tornare ad essere sempre più mattinieri man mano che l’età avanza. Non tutti abbiamo esattamente un ritmo di 24 ore: per alcuni è più lungo, per altri più corto. E per poterci adattare alle 24 ore della nostra società, per regolare i ritmi, dobbiamo star fuori ogni giorno. Ma il problema è che non si sta fuori abbastanza. Per poter essere persone più mattiniere, la cosa più importante da fare è stare fuori di più. Una delle ragioni per cui durante gli ultimi 100 anni siamo diventati persone sempre più “sonnambule” è che molti di noi hanno effettivamente ritmi ritardati di 3, 4, 5 ore rispetto a un centinaio di anni fa. Quindi il nostro ritmo circadiano raggiunge l’apice alle 3, 4, 5 o anche 6 di mattina invece che alle 12, 1 della notte. E questo perché non siamo esposti ad abbastanza luce la mattina, mentre lo siamo molto la sera. Si consiglia di star più spesso fuori la mattina, così da essere esposti alla luce e da regolare i ritmi per essere maggiormente una persona mattiniera. E si consiglia di evitare la luce blu (quella del computer) la sera, poiché inibisce la melatonina e rende più “nottambuli”: è possibile farlo scaricando ed installando sul proprio pc un programma gratis chiamato f.lux.