La nuova ondata di Psicoterapia cognitiva

La nuova ondata di Psicoterapia cognitiva

La Terapia Cognitiva classica si concentra principalmente sul contenuto dei pensieri automatici  negativi, su quanto il pensiero disfunzionale crea disagio emotivo e angoscia con conseguenti comportamenti disfunzionali e su come è possibile confutare e ristrutturare questi pensieri.

La CBT di terza ondata adotta che si è sviluppata negli ultimi anni ha un approccio diverso: i pensieri automatici non vengono sottoposti a dibattivo critico ma vengono  osservati  piuttosto che sfidati in analisi e confutazioni.
L’idea alla base di questo è che quando cerchiamo di controllare o modificare i pensieri e le emozioni spesso  otteniamo una lotta di pensieri e continue rimurginazioni. Cerchiamo di “aggiustare” le nostre emozioni usando il modello classico di risoluzione dei problemi che usiamo per gestire le difficoltà concrete nel mondo reale, come ad esempio gestire una perdita nell’impianto idraulico.
Ma i pensieri automatici disfunzionali e le emozioni non possono essere gestite in questo modo.
Le terapie cognitive di terza generazione aiutano i pazienti a prendere le distanza dai propri pensieri senza concentrarsi sul loro contenuto: ad esempio la Terapia cognitiva basata sulla consapevolezza, la  Mindfulness (Segal et al 2002) e la Terapia di Accettazione e Impegno (ACT, Hayes et al 1999) .

Questo distacco dal contenuto dei pensieri automatici e dalle credenze disfunzionali  era già riconosciuto dalla CBT classica (Beck ed Ellis)  perchè la terapia cognitiva ha sempre riconosciuto il valore del decentramento dal nostro pensieri  automatico (Beck 1976) e la flessibilità cognitiva come un’obiettivo di benessere.

Alcune delle terapie CBT standard per i disturbi d’ansia, ad esempio  il disturbo d’ansia generalizzato e il disturbo ossessivo-compulsivo, lavorano più su COME ci relazioniamo alle preoccupazioni piuttosto che al contenuto di queste preoccupazioni.
Adrian Wells ha adottato questo approccio sul come pensiamo ai nostri pensieri per i disturbi d’ansia,  sviluppato nella Terapia Metacognitiva (Wells 2000) che lavora interamente con le convinzioni che abbiamo sul  nostro modo di pensare (ad es. “Devo controllare i miei pensieri ‘,’ Se non mi preoccupo, accadrà qualcosa di brutto‘) mentre Ed Watkins ha formulato una terapia alla modalità disfunzionale della rimurginazione (Watkins 2014).
Queste psicoterapie cognitive che si concentrano sui processi di pensiero (Come pensiamo) piuttosto che sul contenuto del pensiero (Cosa pensiamo) sono ancora agli inizi della loro validazione  e ulteriori ricerche sono necessarie prima che diventino pienamente trattamenti evidence-based .

I risultati finora indicano che la terapia cognitiva basata sulla Mindfulness (MBCT) è un trattamento efficace per pazienti con depressione ricorrente  (Teasdale et al 2000) e le tcniche della Mindfulness stanno diffondendosi tra clinici e pazienti con interesse.
Tuttavia, i nuovi sviluppi nella Terapia Cognitiva e Comportamentale  non si sono concentrati solo sul modo di affrontare i propri pensieri automatici con distacco, ma ampliano l’approccio cognitivo  integrato a relazioni interpersonali e umanistiche.

Ad esempio , la Schema Therapy di Young si basa sulle  convinzioni negative centrali che gli individui sviluppano nel corso della vita, in particolar modo nell’infanzia, ed è un approccio integrativo che riunisce concetti di relazioni umanistiche e oggettuali all’interno di un riferimento cognitivo.
Le esigenze infantili non soddisfatte portano a schemi precoci disadattivi (ad esempio lo Schema della critica e del rifiuto portano alla convinzione che “io sono sbaglaito e non degno di essere amato”).

La Schema Therapy cerca di cambiare questo schema attraverso tecniche cognitive e comportamentali combinate con tecniche esperienziali come il recupero dei ricordi della prima infanzia e il distacco dai propri contenuti disfunzionali.

I risultati incoraggianti stanno emergendo dal trial clinici della Schema therapy per pazienti con  disturbo borderline di personalità (Young et al 2003).

Bibliografia

    • Hayes, S.C., Strosahl, K.D. & Wilson, K.G. (1999) Acceptance and Commitment Therapy: An Experiential Approach to Behavior Change. New York: Guilford Press.
    • Segal, Z. V., Williams, J. M. G., Teasdale, J. D. (2002) Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Depression: A New Approach to Preventing Relapse. New York: Guilford Press.
    • Teasdale JD, Segal ZV, Williams JMG, Ridgeway V, Soulsby J & Lau M (2000) Prevention of relapse/recurrence in major depression by midfulness-based cognitive therapy. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 68, 615-623.
    • Watkins, E. (2014) Rumination-Focused Cognitive-Behavioral Therapy for Depression New York: Guilford Press.
    • Wells, A. (2000). Emotional Disorders and Metacognition: innovative cognitive therapy. Chichester: Wiley.
    • Young, J.E., Klosko, J.S. & Weishaar, M.E. (2003) Schema Therapy: A Practitioner’s Guide. New York: Guilford Press.